VERONA 11 marzo ore  18,00
Liston 12 -  Piazza Brà, 12
Partecipano:
Alexander Del Valle Autore del libro
Flavio Tosi Sindaco di Verona
Lorenzo Fontana Eurodeputato Lega Nord
modera
Antonia Ronchei
 

FERRARA 13 marzo ore 17
Sala Imbarcadero 2 - Castello Estense  di  Ferrara
Partecipano:
Alexander Del Valle Autore del libro
Giovanni Cavicchi Segretario Lega Nord Ferrara
Armando Manocchia
Presidente "Una Via per Oriana Fallaci"
Presenta:
Fabrizio G. Barban
Presidente del Circolo Gianfranco Miglio

 TEMA DELLE CONFERENZE

 “L’islamismo, il comunismo e il neonazismo,
la pericolosa convergenza dei totalitarismi antioccidentali”

Alexandre Del Valle

Per info: 339 8704071 e-mail: unaviaxoriana@unaviaxoriana.it  sito web: www.unaviaxoriana.it

VERDIROSSINERI
La convergenza degli estremismi antioccidentali:
islamismo, comunismo, neonazismo

Prefazione di Magdi Cristiano Allam

«Alexandre Del Valle in questo suo studio, documentato con il rigore di uno scienziato della geopolitica e analizzato con la serietà di chi è consapevole che oggi più che mai sia fondamentale diffondere una informazione corretta e responsabile, ci fa toccare con mano la presenza di una “internazionale dell’odio” che accomuna i verdi, ossia gli islamici, i rossi, ossia i comunisti e i neri, ossia i neonazisti e i neofascisti.

Ci illustra bene i due volti del male di cui soffre questo nostro mondo globalizzato nella sola dimensione materiale, dove le borse e i mercati possono accomunare realtà ideologicamente contrapposte che accettano di condividere solo le regole del profitto capitalista, ma in cui non vi è alcun accordo sui valori che sostanziano l’essenza della nostra umanità, a partire dalla fede nel bene inalienabile della vita, nella dignità della persona e nella libertà di scelta.

Da un lato scopriamo la realtà di un Occidente che è sempre più infiltrato e sostanzialmente sottomesso ai ricatti, alle minacce e alla paura degli estremisti e dei terroristi di varia estrazione, principalmente gli islamici. Dall’altro registriamo la crescita del coordinamento tattico tra Stati e gruppi islamici, comunisti e nazifascisti finalizzata all’affermazione di una strategia di sovversione mondiale per annientare la nostra civiltà e la nostra stessa umanità.

Emerge con estrema chiarezza che il vero problema siamo noi: sono la nostra ingenuità, ignoranza, arrendevolezza, lassismo e persino la nostra collusione ideologica a consentire la diffusione del loro arbitrio, della loro violenza e del loro terrorismo.
Ecco perché dobbiamo gratitudine a Del Valle per costringerci ad aprire gli occhi.»

Magdi Cristiano Allam


L’Occidente è sotto attacco. Mai nella sua storia è stato così odiato. Mai è stato oggetto di un fuoco concentrico così insistente. I tre totalitarismi più pericolosi l’islamismo fondamentalista, il comunismo rivoluzionario, il neonazismo razzista – dichiarano di avere lo stesso nemico: le democrazie occidentali (Europa, Stati Uniti, Israele), fondate sull’inviolabilità dei diritti dell’individuo, sulla laicità dello Stato e sulla separazione dei poteri. La pericolosa alleanza tra gli estremismi rosso-nero-verdi ha dunque come unico obiettivo le democrazie liberali, le società aperte.

È un conflitto che ha conosciuto la sua prima fase nel corso della seconda guerra mondiale, con l’alleanza antisemita tra il Gran Muftì di Gerusalemme e Hitler, e che periodicamente deflagra in attentati e azioni sensazionali in ogni parte del mondo. L’opinione pubblica internazionale ha preso drammaticamente atto di questa minaccia l’11 settembre 2001 con la caduta delle Torri Gemelle. In realtà, spiega l’Autore, l’alleanza fra l’Islam radicale e gli opposti estremismi sta lentamente e inesorabilmente cambiando la fisionomia stessa dell’Occidente, in particolare dell’Europa. La «conquista» musulmana (innanzitutto demografica, poi culturale, politica, giuridica) in atto da alcuni decenni, il negazionismo, l’anti-imperialismo, il rifiuto del mercato, la sotterranea azione di lobby dell’OCI (la Conferenza islamica) all’interno dell’ONU disegnano nuove alleanze, ribaltano equilibri consolidati, dividono l’Occidente.

La straordinaria capacità documentaria e analitica di Del Valle – già apprezzata da intellettuali quali Oriana Fallaci e Bat Ye’or – compone un quadro storico che va dal Terzo Reich agli avvenimenti più recenti e disegna una mappa della guerra contro le democrazie che va dal Vicino Oriente all’Iran di Ahmadinejad, dall’Arabia Saudita al Sud America di Hugo Chávez e Evo Morales, dalla Cina alla Bielorussia di Lukashenko, senza escludere le schegge impazzite presenti in Europa come negli Stati Uniti, nella Sinistra e nella Destra.

Alexandre Del Valle (Francia, 1969) è politologo, giornalista e saggista. Docente di geopolitica dell’Islam all’Università europea di Roma, ricercatore associato all’Institut Choiseul, uno dei principali think tank francesi, e membro del gruppo di lavoro di Magdi Cristiano Allam al Parlamento europeo, Del Valle collabora con importanti pubblicazioni francesi e israeliane («France-Soir», «Israel Magazine» e «Politique Internationale»). Tra i suoi numerosi libri ricordiamo: Perché la Turchia non può entrare in Europa e Il totalitarismo islamista. All’assalto delle democrazie. Alexandre Del Valle è unanimemente riconosciuto come uno dei massimi esperti della geopolitica e dell’integralismo islamico.

Dal libro
Nel presente saggio si sostiene la tesi che l’Occidente giudaico-cristiano, indistintamente associato all’imperialismo americano, al sionismo, all’Europa coloniale o al capitalismo e al mercato economico, non è mai stato così tanto detestato e contestato da una simile pletora di individui che lavorano alla sua catartica distruzione. Tale odio, specchio capovolto dei valori liberali e individuali incarnati dall’Occidente considerato responsabile di tutti i mali della terra, riunisce nella contestazione che lo fomenta le tre famiglie totalitarie dell’«iperantioccidentalismo», i cui colori si sovrappongono come in un cocomero. Il verde della scorza è il colore dell’islamismo radicale, eroe ineguagliato dell’antiegemonismo che grazie alle «rappresaglie» di al-Qa’ida contro gli yankee, o la «resistenza» del jihad iracheno, di Hamas e degli Hezbollah, sfida il Golia israeliano. Il rosso della parte interna è il colore del comunismo rivoluzionario e della nuova sinistra terzomondista: dal crollo dell’Unione Sovietica la rivoluzione rossa non è mai stata così aggressiva. Non ha ancora pronunciato l’ultima parola ma lo farà, se è necessario, usando la lingua dell’Islam, in nome dell’Unione dei Revanscisti pronti a tutto pur di far cadere l’Impero occidentale, anche ad allearsi con quel Diavolo in cui i suoi seguaci non credono. Il colore nero del centro, o piuttosto dei suoi semi, è quello delle camicie nere della barbarie nazifascista – un contributo che gli alleati «progressisti» degli islamico-rivoluzionari non vantano, professionisti quali sono della «reductio ad hitlerum» e della strumentalizzazione del dolore ebraico con cui tentano di opprimere il popolo d’Israele e il sionismo. Il verde della copertura non è solo quello dell’islamismo, ma più in generale della lotta condotta contro i sionisti e gli americani. L’innocenza vittimistica e la condizione dei presunti «oppressi» rappresentano un alibi formidabile per giustificare la barbarie commessa contro i supposti «oppressori» sionisti americani e occidentali.

Questa nuova configurazione totalitaria trasversale «rosso-nero-verde» riunisce, quindi, contro un unico nemico famiglie ideologiche che si basano su principi opposti, ma che sono accomunate da un obiettivo negativamente ben definito: la distruzione del sistema politico della democrazia liberale/pluralista, la demonizzazione d’Israele e del sionismo, e infine la denuncia dell’«imperialismo americano-sionista». Il principale, o centrale, polo magnetico d’attrazione di questa Triplice alleanza è senza dubbio l’islamismo rivoluzionario; il quale minaccia il mondo libero e i musulmani, sue principali vittime, perché è l’estremismo più combattivo, più efficacemente violento e totalizzante presente sul «mercato rivoluzionario» antiamericano, antiliberale, antidemocratico, antiebraico, antisionista e antioccidentale. Ma il «Nuovo Asse del Male» è più complesso di quello ricordato dall’ex presidente degli Stati Uniti George W. Bush, nel senso che esso costituisce una Coalizione di perdenti di vecchia data, una Convergenza ideologica di Totalitarismi e un Sindacato dell’Odio Universale.