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Conosciamo i chip neuromorfi

Conosciamo i chip neuromorfi

Il cervello umano è forse il più complesso dispositivo di calcolo sulla Terra, ma gli scienziati prima o poi potrebbero riuscire creare un rivale. Come? Copiando l’originale. Si chiamano chip neuromorfi ed è fatto di circuiti che imitano la struttura del cervello umano.

Cosa sono i chip neuromorfi?

Un gruppo dell’università di Stanford ha ora sviluppato “Neurogrid”, un insieme di 16 microprocessori chiamati “Neurocore”, in grado di simulare un milione di neuroni e miliardi di connessioni sinaptiche. “Neurogrid” è anche molto efficiente: consuma circa 110 mila volte meno energia rispetto a un normale computer con la stessa potenza di calcolo. Ma ci vorrà molto tempo prima che possa competere con la nostra materia grigia, sia in termini di efficienza, sia di prestazioni. Il cervello umano ha 80 mila volte i neuroni di Neurogrid e consuma solo tre volte di più.

Raggiungere questo livello di efficienza a fronte di prestazioni maggiori in termini di ricettività e sensibilità è la sfida ultima per gli ingegneri neuromorfi. Il costo di ogni “Neurogrid” si aggira intorno ai 30 mila euro, ma potrebbe scendere a 300 con una produzione industriale. Al momento Boahen sta sperimentando l’uso di un singolo “Neurogrid” per il controllo in tempo reale di un braccio artificiale. Spera che il dispositivo un giorno possa diventare un chip da impiantare nel cervello di una persona paralizzata per consentire di tradurre i segnali dei neuroni in movimento di protesi artificiali.

Cavernicoli non così stupidi

Se pensate che i Neandertal fossero esseri rozzi e semplicioni condannati all’estinzione dalla superiorità intellettuale degli antenati dell’uomo moderno, forse è tempo di ricredervi. I Neandertal si stabilirono in una vasca arca dell’Europa e dell’Asia tra 350 mila e 40 mila anni fa, ma scomparvero dopo l’arrivo degli ominidi -anatomicamente moderni. Siamo abituati ad attribuire questa estinzione alle maggiori doti dei nuovi arrivati nella caccia e nella capacità di comunicare, oltre che di adattarsi e innovare. Ma una rassegna di recenti studi sui Neandertal condotta all’università del Colorado ha messo in dubbio questa convinzione. Non c’è la prova di una inferiorità cognitiva. L’immagine che ci siamo fatti dei Neandertal non è corretta.

Con ogni probabilità i Neandertal uccidevano bisonti, mammuth e rinoceronti spingendoli verso precipizi.Questo presuppone capacità di pianificare comunicare in gruppo. Nei siti dei Neandertal sono stati trovati anche l’ocra – un pigmento usato fosse per dipingere il corpo – e vari ornamenti, il che suggerisce che seguissero rituali complessi e avessero un codice di comunicazione simbolica. I ricercatori finora hanno comparato i Neandertal non ai loro contemporanei negli altri continenti, ma ai loro successori. E’ come paragonare il modello T della Ford in uso all’inizio del `400, a una moderna Ferrari, e concludere che Henry Ford era cognitivamente inferiore a Enzo Ferrari.