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Come funziona l’immunologia?

Come funziona immunologia

Oggi si pensa che l’approccio genomico sia l’unico possibile nelle ricerche mirate alla cura di virus e malattie. Tante risposte, tuttavia, non arrivano solo dai geni ma anche dall’immunologia. Sono tantissimi, infatti, gli studiosi che si stanno concentrando sulla via immunoterapica.

La pratica immunoterapica contro i tumori

Questi studiosi in sostanza stanno cercando di capire come utilizzare i virus per distruggere le cellule malate. In Gran Bretagna esistono già dei virus buoni (modificati geneticamente) che servono come veicoli per rendere il tumore aggredibile da radioterapia e chimioterapia. Un esempio calzante è Oncovex, il virus di Herpes simplex che costringe il tumore a produrre proteine che portano alla produzione di granulociti macrofagi (alcune delle cellule del sistema immunitario che normalmente si scatenano quando c’è un processo infiammatorio in corso.

Il melanoma della pelle, per esempio, è quasi insensibile alle cure classiche, ma con i virus ci sono risultati apprezzabili. Grazie ai virus amici sta progredendo anche la lotta al mieloma, il cancro del midollo osseo. Alcuni ricercatori americani della Mayo Clinic di Rochester, in Minnesota, sono riusciti ad arrestare la proliferazione del male in due pazienti anziane usando una super-dose di morbillo. rimane però, da verificare se e quali interferenze possano esserci a causa delle vaccinazioni fatte in età pediatrica. In Italia ci sono 350-380mila nuovi casi di tumore ogni anno ma si muore molto meno che in passato.

E’ possibile curare anche i tumori killer

Anche i cosiddetti ‘big killer’, polmone, colon, retto e mammella, se presi in tempo non fanno più paura. Da recenti statistiche, infatti, sappiano i che nelle fasi iniziali della malattia guariscono il 95 per cento dei malati di tumore alla mammella e l’85% di quelli al polmone. Il chirurgo universitario va un po’ in controtendenza rispetto ai suoi colleghi e invita a non cantare vittoria troppo presto riguardo i farmaci molecolari. “Alcuni composti agiscono nella direzione sbagliata o in maniera incompleta.

Sarà necessario attendere 50-60 anni per avere una scelta tra più medicamenti che interagiscano tra loro andando a interferire in maniera profonda e risolutiva con i meccanismi delle molecole. Oggi le agenzie di approvazione dei farmaci, come la Food and Drug Administration americana, bocciano i nuovi farmaci già nella Fase 1, ossia quella dei test di tossicità. Ad alcuni non è ancora chiaro il messaggio che non serve creare un’aspirina potentissima se poi ti distrugge il rene.